In riferimento alla vicenda dell’intitolazione delle due vie a Piedimonte – Podgora, ritengo siano dovute alcune importanti precisazioni senza le quali il problema non verrebbe capito nel giusto contesto. E soprattutto bisogna da subito ribadire che nessuno vuole riaccendere confronti etnici negativi. Si tratta però di fare le cose in maniera condivisa e partecipativa. Del resto non è questo uno dei fondamenti della democrazia e del buon governo che dovrebbe caratterizzare la gestione della pubbliche amministrazioni?
Nessuno vuole negare o sminuire il sacrificio dell’Arma dei Carabinieri in occasione della battaglia sul Podgora. Era la guerra in tutta la sua crudeltà e disumanità. Ciascuno doveva combattere per una parte o per l’altra. Molti, anzi troppi non tornarono più. Molti, anzi troppi tornarono e non furono più in grado di riprendere la vita normale di una volta. Benvenga quindi il ricordo con l’intitolazione delle vie ai caduti, ma nell’attuale spirito europeo si potrebbe anche considerare che le vittime ci furono da entrambe le parti. In questo spirito si valorizzerebbe i luoghi quale Piedimonte – Podgora, come luoghi di comune ricordo, affinchè sia di stimolo per la pace e il progresso per i popoli.
Altra cosa invece è il coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni pubbliche quali il Consiglio circoscrizionale di Piedimonte – Podgora. Questo lo ritengo opportuno e doveroso soprattutto in casi come questo in cui ci furono vittime e destruzione anche tra i civili, che dovettero abbandonare le proprie case e i propri terreni. Inoltre penso che sia consuetudine che le istituzioni democratiche si pongono al servizio della comunità e cerchino di condividere con loro i vari aspetti riguardanti il territorio dove vivono, anche quando si tratta di intitolare nuove vie.
Terzo elemento rappresenta il rispetto della legge, anche della L.38/2001 di tutela della comunità slovena nel FVG. Proprio in base a queste disposizioni è previsto l’uso della lingua slovena nelle zone d’insediamento della comunità, una delle quali è sicuramente la frazione Piedimonte-Podgora.
Detto questo ci sono ancora alcune considerazioni da fare. Prima fra tutte riguarda le dichiarazioni sia del Sindaco Romoli come anche dell’Assessore Cosma, con le quali viene rinfacciato il fatto che non si è provveduto ad intitolazioni alternative sotto la giunta Brancati. Ma non è che il Sindaco e gli Assessori, una volta eletti, dovrebbero rappresentano tutti i cittadini? Si vuole forse far capire che i cittadini goriziani appartenenti alla comunità slovena non sono degni di essere presi in considerazioni dall’attuale giunta?
Considerando la delibera di giunta con la quale vengono approvate le varie intitolazioni viene a pensare proprio di sì, visto che non c’è alcuna personalità appartenente alla comunità slovena. Inoltre considerate le varie personalità che compongono l’attuale commissione per la toponomastica è da chiedersi come mai non vi è stato nominato nessun rappresentante della comunità slovena, com’era invece sotto la giunta Brancati?
Certo ogni Sindaco e giunta comunale godono di leggittima autonomia. Dall’altra parte però se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, allora per quanto è successo non c’è purtroppo da meravigliarsi più di tanto.
Gorizia, 18 luglio 2011
Julijan Čavdek
Segretario provinciale SSk